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Posts Tagged ‘Wishlist’

Ci sono semplicemente settimane che nascono male e che devono essere in qualche modo sanate.

 

Non si sa perchè, a volte non è niente di particolare, è solo una sensazione: ti alzi e sai che, per quanto ti impegnerai a dimenticare quella sensazione, quella sarà comunque una pessima settimana.

 

Ecco perchè oggi diamo il benvenuto a:

Pino. Non è un pino marittimo come speravo nella mia wish list, ma un Pinus Pentaphylla. Spero, piccolo caro, che tu possa mantenere il nome Pino, senza doverti guardagnare un nome sul campo di battaglia come Leonida (il mio bonsai d’acero).

 

E un applauso anche per:

Tessa & Scott: Our Journey from Childhood Dream to Gold. Li adoro, li adoro, li adoro! ♥ ♥ ♥ Ma ne parleremo diffusamente in 30 Giorni di Pattinaggio. A presto una review a lettura terminata; intanto posso dirvi che anche questa edizione paperback è davvero bella, carta spessa e lucida, buona rilegatura, le foto sono bellissime e in ottimo equilibrio con il testo…invoglia davvero alla lettura! Se siete appassionati di questa coppia questo libro non può mancare, e grazie ad Amazon l’acquisto non è impossibile.

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Avete presente la mia wish list, quella pagina in altro sulla destra con scritto “Vorrei…”?

 

Ecco, a dir la verità, di recente l’ho aggiornata piuttosto spesso, per lo più cancellando piccoli desideri che sono riuscita ad esaudire, ma un po’ per pigrizia e un po’ per scaramanzia non ho mai scritto nulla al proposito.

 

Il primo, piuttosto importate ad essere sinceri!, è che finalmente abbiamo comprato casa. Il rogito non è ancora stato fatto, ma abbiamo firmato il preliminare per cui mancano giusto le formalità. Sapete quanto abbiamo cercato questa casa, quindi l’evento non è da poco, ma essendo ancora molto in divenire (dovremmo fare qualche lavoretto e arredarla tutta), non sapevo cosa scrivere al proposito se non una sfilza infinita di burocrazia e ansia…Si tratta però di un appartamento, quindi il desiderio di un po’ di giardino e di un cane permane…Sono però felice che la mia casa avrà una biblioteca! ❤

 

Passando al lato culturale dei desideri sono riuscita a vedere Stephan Lambiel pattinare dal vivo, in occasione del Gran Galà di Bolzano a fine anno. Quando l’ho visto scaldarsi prima di scendere in pista mi sono venute le lacrime agli occhi….La televisione decisamente non rende giustizia alla sua pattinata nè all’effettiva velocità delle sue trottole, ad un certo punto ero sicurissima che gli si sarebbe staccata la testa!! Spero di poter replicare l’espererienza in occasione dell’Opera on Ice, che però ha davvero prezzi proibitivi…

 

Infine a maggio sono tornata a Torino, facendo bellamente l’imbucata in un viaggio di mio padre. Parecchio sfrontata, lo so, ma davvero non potevo lasciarmi scappare l’occasione: Salone Internazione del Libro e Museo Nazionale del Risorgimento, due desi-piccioni con un viaggio.

Sono rimasta un po’ delusa da entrambi a dire il vero, ma ugualmente non sono pentita del tour de force. Il salone è sicuramente interessante e un’esperienza per chi ha la passione della lettura, ma vale più la spesa per assistere alle affollate conferenze che non per girare tra gli stand a fare acquisti. Sono infatti pochissime le case editrici che applicano gli sconti, alcune (le più grandi!) non applicano nemmeno le promozioni che, nello stesso periodo, sono in atto nelle librerie!! Ovvero come tirarsi la zappa sui piedi, cose che uscire e andare a fare acquisti nella libreria del Lingotto. Inoltre ero preparata psicologicamente a miliardi di persone, ma se se è da soli e soprattutto se si è sopravvissuti ad anni di Lucca Comics, girare il salone è un gioco da bambini.

Per quanto riguarda il Museo, da appassionata di storia (anche se non di quel periodo) mi aspettavo molto, forse troppo. E’ molto interessante l’idea di fare un’introduzione storica al Risorgimento partendo da Napoleone e dal vento di rinnovamento che le sue gesta hanno provocato, ma decisamente si getta troppa carne al fuoco (senza contare che spiazza trovarsi nella prima sala un ritratto di Maria Teresa d’Austria). Quello però che mi ha colpito di più in negativo sono state le scelte museografiche (si potrà dire?). Interessante la scelta di dare alle sale un colore in base al contenuto e di piazzare al centro un qualcosa di rappresentativo per quella sala, ma le didascalie sono assolutamente incomprensibili: troppe, troppo piene, troppo macchinosa la catalogazione, troppo dispersiva ma soprattutto non uniforme la disposizione. Stupenda però la sala del Parlamento Cisalpino.

 

In occasione del viaggio a Torino poi i miei gentilissimi ospiti mi hanno portato in due posti splenditi: Eataly, un posto assolutamente da scoprire e assaggiare, impossibile uscirne a mani vuote! e il Ristorante del Cambio. Quest’ultimo non si può descrivere, si può solo provare, non tanto per la cucina quanto per l’esperienza d’altri tempi….preparate psicologicamente il vostro portafoglio!

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Tutti esprimiamo almeno un desiderio l’anno prima di spegnere le candeline del compleanno. Qualcuno ne aggiunge altri: con un ciglio, in una fontana, per le stelle cadenti… e ogni tanto uno di questi desideri si avvera.

E quindi? E’ bello come avevamo sperato? Ci crogioliamo nel dorato splendore della nostra felicità oppure ci accorgiamo di avere ancora una lunga lista di altri desideri che attendono di essere esauditi?

Non desideriamo cose facili, desideriamo cose grandi, cose ambiziose, fuori portata…

Esprimiamo desideri perchè abbiamo bisogno di aiuto e abbiamo paura e sappiamo di chiedere troppo. Però continuiamo ad esprimere desideri perchè, qualche volta, si avverano…

(Grey’s Anatomy – 5×11 Wish you were here)

 

Un po’ di tempo fa, in uno dei forum che frequentavo, Liz aveva proposto di stilare una wishlist, una lista dei desideri da condividere, condividendo ovviamente anche la piccola gioia di depennare uno dei tanti desideri, gioia preziosa soprattutto a fronte dei mille desideri che si aggiungono a fonte di uno singolo esaudito!

 

All’inizio non sapevo cosa scrivere in questa lista, non tanto per mancanza di desideri, ma per la convinzione che in una wishlist ci dovessero stare solo i desideri grandi e importanti, i traguardi, quelli che ti cambiano la vita….quelli, insomma, che raramente di avverano e che, quando lo fanno, non sempre hanno la patina dorata della fiaba, ma molto più spesso scorrono via come niente fosse, come se si trattasse di un giorno e di un avvenimento normale.

 

Constatato che questo mondo manca sempre più di magia, ho capito che per evitare il suicidio era il caso di aggiungere alla mia wishlist anche piccoli desideri, cose veniali, materiali, piccole soddisfazioni. Tutte quelle cose che mi ero ripromessa di fare una volta iniziata l’università, ma che per mancanza di tempo, soldi o semplicemente per pigrizia non avevo mai fatto e che per anni ancora avrei rimandato. Fino a quest’anno, l’anno in cui ho deciso che era giunto il momento di coccolarmi, di prendermi cura di me perchè I’m not a princess and this is not a fairy tale per cui per certe cose è meglio arrangiarsi.

 

Sono quindi fiera di annunciare che quest’anno ho depennato un bel po’ di desideri. Il primo è stato assistere non ad una, ma a ben due opere liriche all’Arena di Verona: la Turandot e la Madama Butterfly di Puccini. Dall’esperienza abbiamo imparato che l’opera ci piace, ma decisamente sulle gradinate popolari e non tra gli snob delle poltrone/poltronissime dove usare una lucina per seguire il libretto è un sacrilegio che può portarvi al linciaggio nella pausa tra un atto e l’altro.

 

Il secondo desiderio depennato è stato il partecipare ad un corso di tango argentino con la metà della mela. Non sono state tutte rose e fiori e c’è da dire che abbiamo imparato entrambi di più nei momenti in cui non ballavamo assieme, ma al di là dell’oggettiva incapacità di ballare assieme è stato comunque bello avere un qualcosa da fare, da condividere, che non fosse spreparare la tavola a guardare un film.

 

Infine proprio a Natale è stato depennato l’ultimo desiderio dell’anno: assistere ad un balletto di danza classica, nello specifico allo Schiaccianoci di Tchaikovsky da parte del Balletto di Mosca. Anche l’esperienza balletto è stata superata positivamente, per cui penso che torneremo a teatro molto presto. Magari questa volta per vedere un’opera di Shakespeare e depennare così un altro desiderio…

 

 

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