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Posts Tagged ‘Ricordi’

Prima che i dettagli di questo splendido viaggio inizino a sfuocarsi nella mia debole mente, è meglio che io riprenda il filo del discorso iniziato in questo post.

 

Conclusi i dettagli organizzativi e burocratici non resta che pianificare nel dettaglio il vostro viaggio. Come avevo già accennato alcuni posti richiedono autorizzazione scritta per essere visitati (si tratta per lo più delle ville imperiali di Kyoto). Noi abbiamo lasciato stare, da vedere ce n’era già abbastanza, ma se vi interessa prendetevi per tempo: alcuni hanno form online, altri necessitano di richiesta scritta da mandare a mezzo posta. Vedete voi poi se preferite concentrarvi in un’unica zona (es. Tokyo e dintorni), fare solo Tokyo/Kyoto oppure un giro più vasto.

 

Noi, con l’idea che probabilmente non torneremo mai più in questa parte di mondo, abbiamo organizzato un tour piuttosto ampio. Quello quindi che vi descriverò in tanti post successivi sarà un viaggio variegato, ma dai ritmi serrati: 12 giorni effettivi ripartiti tra Tokyo, Takayama, Kanazawa, Kyoto e Hiroshima.

  

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Travel Tips

  • Per non sprecare tempo documentatevi. Le guide vi possono dare un quadro generale (io consiglio sempre quelle National Geographic, economiche precise e sintetiche), ma le vere fonti di notizie sono internet e il parere degli altri viaggiatori. Irrinunciabili il sito internet dell’Ente Giapponese per il Turismo (jinto.go.jp), che fornisce anche itinerari a piedi delle maggiori mete, e il sito japan-guide.com. Quest’ultimo ha una grafica un po’ confusionaria, ma una volta capito come funziona è una vera miniera di informazioni.
  • Stampate tutto quello che può aiutarvi: prenotazioni degli hotel, mappe di google dalla stazione all’hotel, orari dei treni giapponesi che avete in mente di prendere (sito hyperdia.com/en). In alcuni casi ci hanno salvato. E’ un lavoraccio, ma alla fine del viaggio si trasforma anche in un bel ricordo ^_^
  • Registrate il vostro viaggio sul portale della Farnesina viaggiaresicuri.it e siate il più dettagliati possibile sugli spostamenti. Gli scongiuri sono d’obbligo, ma prevenire è meglio che curare. Nel nostro caso si è trattato per lo più di scrupolo in caso di disastri naturali, perchè per il resto il Giappone è un paese sicuro, soprattutto se come noi non fate troppo tardi la sera.
  • Viaggiate con contanti. Che li cambiate in Italia (come abbiamo fatto noi) o in Giappone poco cambia, l’importante è però averli. Sono pochissimi infatti i locali che abbiamo incontrato che accettano carte e prelevare in Giappone è un discorso lungo e difficile: i bancomat non funzionano e bisogna prelevare con carta di credito solo ed esclusivamente in determinati sportelli. Insomma una rottura. Noi abbiamo usato la carta per pagare gli hotel, i contati per tutto il resto. Cifra stimata: 100€ al giorno in 2 (50€ a testa) per pagare tutti i pasti più qualche extra (souvenir, spuntini, visite, etc). Per adesso la stima si sta rivelando accurata.
  • Procuratevi un adattatore (tanto meglio se universale). Noi l’abbiamo comprato in un normale negozio di valigie prima di partire e l’abbiamo pagato meno di quelli che abbiamo visto all’aeroporto. Controllate anche che tutti i vostri trasformatori siano predisposti anche per i 100Volt (tutti comunque ormai lo sono in automatico, è solo uno scrupolo).
  • Se decidete per un viaggio simile al nostro viaggiate leggeri. Nel nostro caso abbiamo usato due zaini medio/grandi come bagagli a mano e due valigie morbide con ruote come bagaglio di stiva, dimensioni 60x40x20 circa. Pochi vestiti variegati e l’essenziale per la cura del corpo: è necessario avere le valigia leggera per trascinarsela da un treno all’altro (e per riempirla di souvenir!). Noi avevamo 23kg di stiva a testa e alla partenza non li raggiungevamo neanche in due. Evitate bagagli rigidi, extra large o borsoni/zaini giganti: a meno che non siate abituati sono scomodi, vi distruggeranno le braccia e le spalle e non potrete infilarli nè nelle corsie bagagli dei treni nè tanto meno negli armadietti delle stazioni. Per darvi un’idea: i nostri bagagli già sono considerati grandi per i giapponesi e trovare dei coin locker delle dimensioni giuste è un’impresa perchè quelli grandi sono pochissimi. E siccome gli hotel in Giappone hanno orari di check.in che vanno dalle 14 alle 15 a volte poter usare i coin locker è indispensabile 😉
  • Per mia precisa scelta noi ripartiremo da Tokyo, il che ci costringerà a 5 ore di treno da Hiroshima l’ultimo giorno. Considerate che in molti casi si può rientrare anche da Osaka.

 

Per ora è tutto, a presto con la prima tappa del viaggio: Tokyo.

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30 Giorni di Film ~ Giorno 7: un film che ti ricorda il tuo passato

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Piccole Donne, in una versione qualsiasi: che sia quella del ’33 (qui sopra), quella del ’49 con Elizabeth Taylor o quella del ’94 con Winona Ryder, non fa differenza.

 

Piccole Donne fa divano, coperta e tè caldo. Piccole Donne fa Natale e abbracci. Piccole Donne fa chiacchiere tra mamma e sorelle. Piccole donne è il film con cui tutte le donne dovrebbero crescere.

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La domanda di una mia amica mi ha ricordato che meta dei miei viaggi è stata anche la città di Barcellona. Non che io rischi veramente di dimenticarmi dove sono stata, ma con il tempo i ricordi tendono a sfumare e la cosa mi dispiace parecchio.

 

E’ quindi più per la mia memoria di gamberetto, che non per l’effettiva utilità, che scrivo questo post. Non sia mai che un giorno io ci ritorni e mi tocchi ri-organizzare tutto da zero. ù_ù

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Come ci arrivo: oggi sono numerose le compagnie aeree che volano verso la Spagna, anche low cost. Noi all’epoca volammo Ryanair, una delle poche ad offrirci un volo da Venezia. Oggi si può contare anche su AirOne e sulla spagnola Vueling, mentre la neonata Volotea non porta a Barcellona da Venezia nonostante la massiva pubblicità che c’è in giro. Ovviamente ampliando l’aereoporto di partenza anche l’offerta aumenta.

Rispetto al nostro viaggio ora quasi tutte le compagnie scendono all’aereoporto El Prat decisamente più vicino rispetto a Girona. Si può raggiungere il centro della città con i treni della RENFE o con gli aerobus. Per chi, come me, è abituato ai costi di trasferimento di Londra, Barcellona sembrerà il paradiso: il treno costa 3,60€, l’autobus 5,30€.

 

Come mi muovo: il servizio di trasporti pubblici di Barcellona è una delle cose che più mi aveva colpito della città. E’ un servizio capillare e puntualissimo, fatto di metro, autobus e tram. I biglietti singoli non valgono la pena, molto meglio compare il carnet di 10 biglietti (chiamato T10) o, ancora meglio, la Barcelona Card che avevamo noi. Questa ti permette di fare viaggi illimitati su tutti i mezzi di trasporto (treno dall’aereoporto compreso) e garantisce anche degli sconti per l’accesso ai monumenti.

 

Dove dormo: noi dormimmo all’Hostal Central. La camera (doppia e con tv) aveva il bagno privato e un terrazzino che dava sulla strada. Piccolina, ma decorosa e perfetta per il suo scopo, ovvero solo dormirci. La posizione è fantastica, servitissima dalla metro e a soli 2 minuti a piedi da Plaza Catalunya e dalle Ramblas. Per chi cerca un altro tipo di alloggio, di altro livello, di altro pianeta e decisamente di altro prezzo segnalo Questo e Questo: per una fuga romantica potrebbero essere perfetti, lasciandovi però la libertà di prepararvi da mangiare se volete.

 

Dove mangio: una premessa: quando viaggio (e non solo) sono di bocca buona e se c’è una cosa su cui risparmio è proprio il cibo. In generale per me mangiare è una necessità fisica e uno spreco di tempo utile. Sono quindi una fan delle tapas, dei panini, dei self-services a prezzo fisso e in genere del mangiare non proprio raffinato e piuttosto di corsa ^^” Non sperate quindi che vi consigli grandi ristoranti o cose costose e chic.

A Barcellona ci siamo nutriti principalmente da Fresc Co. In particolare è adattissimo per il pranzo: con 10€ si ha un buffet libero e si può mangiare quanto si vuole, perfetto per ricaricarsi a metà giornata! Alla sera e nei weekend il principio è lo stesso, ma il prezzo è leggermente più alto. Cosa da non sottovalutare: Fresc Co ha un buon assortimento di frutta e verdura, il che per essere una incrocio con un fast food non è niente male! Altra catena a cui ho donato un sacco di soldi è Vips, che oltre ad essere proprietaria degli omonimi ristoranti (particolarmente consigliate le loro colazioni e i loro club sandwiches, davvero abbondanti e ottimi!), possiede anche i marchi Gino’s (ristoranti un po’ più chic) e TGI Friday’s (la versione spagnola dell’Hard Rock Cafè). Infine Bocatta, fast food tutto spagnolo specializzato soprattutto in bocadillos ovvero panini. Dai che non vi è neanche andata male!

 

Cosa vado a vedere: sistemati i bisogni primati può iniziare la visita vera e propria! Ecco le dieci cose da non perdere secondo la Zia Nyme.

1) Barcellona è una città solare e bellissima, piacevole anche semplicemente nel passeggiare qua e là, ma è soprattutto la città di Antoni Gaudì e dell’Art Nouveau ♥

Sono quindi obbligatorie le visita alla Sagrada Familia e al Parco Guell. In città ci sono poi Palazzo Guell, Casa Milà, Batllò e Vicens. Il lato negativo è che il tutto costa parecchio: 13€ per la Sagrada Familia (diventano 17€ con l’audioguida), 10€ per Palazzo Guell, 18.50€ per casa Batllò…

Se avete la possibilità allontanatevi di Barcellona e visitate anche la Colonia Guell: il posto è ormai abbandonato, ma mantiene il suo fascino.

2) la passeggiata su e giù per la Rambla che è una scoperta infinita: plaza Catalunya con El Corte Inglé da un lato, la statua di Colombo dall’altro (ci si può salire per 2,50€), non dimenticando il nuovo tratto marino costruito per le olimpiadi dove ci sono anche il centro commerciale Mare Magnum e l’acquario. Nel mezzo: il Museo delle Cere (un po’ una boiata, ma se non altro costa meno del più famoso Madame T), la Fontana Canaletes corrispondente spagnola della Fontana di Trevi, il museo Picasso, Casa Cuadros con il drago e gli ombrelli, il teatro Liceu, Plaza Reial e la bellissima Bouqueria, uno dei miei posti preferiti in assoluto per cui…

3) la Bouqueria: già il fatto che questo mercato sia sotto una tipica struttura in ferro sarebbe stato sufficiente per farmene innamorare ma, ebbene sì, c’è di più. Animato e colorato, ma ordinato, con una disposizione delle cose in vendita da far invidia al migliore centro commerciale, altro che i nostri mercati tutti cassette di legno e roba buttata là. Occhio ai borseggiatori, ma non lasciatevi scappare le monoporzioni di macedonia o i frullati freschi come spuntino mattutino!

4) il Barrio Gotico: cuore pulsante della città vecchia, tra le sue stradine spunta la Cattedrale della città. Oltre a poter visitare la cripta con i resti di Santa Eulalia (e il sarcofago che narra la fondazione di Barcellona ad opera di Ercole, mica pizze e fichi) deliziatevi con le 13 oche guardiane del cortile: la leggenda narra che siano 13 come gli anni di Eulalia, martire bambina. La Cattedrale è però dedicata anche alla Santa Croce appena sopra l’altare: anche qui la leggenda narra che Giovanni d’Austria se la sia portata in guerra contro i Turchi a Lepanto e che il Cristo si sia mosso per evitare la palla di cannone. Ecco perchè avrebbe quella forma strana. 

Per i fan di Falcones non perdetevi anche la Cattedrale di Santa Maria del Mar. A me il libro non è piaciuto per niente, ma la cattedrale ha il suo perchè.

5) Palazzo della Musica Catalana: sì, mi piace il modernismo. S’era capito? E comunque è patrimonio dell’Unesco, quindi non sono la sola.

6) Hospital de la Santa Creu i Sant Pau: idem come sopra. La filosofia era che l’armonia estetica poteva giovare alla salute dei malati. Come dar loro torto?

7) Parc della Ciutadella: preziosissima meta per una bella giornata di sole in relax. Nel parco non manca niente: fontana di Gaudì, laghetto, Museo di Storia Naturale, Zoo…una gita all’aria aperta senza allontanarsi troppo.

8) Anche se non siete fan del calcio una visita al museo del Barcelona e al Camp Nou non farebbe male. Il Camp Nou è lo stadio più grande d’Europa ed è impressionante vedere come dalle file più alte si goda comunque di un’ottima visuale. Un punto a favore che sono meno sboroni del Real, che negli spogliatoi ha l’idromassaggio relax. Immancabile il negozio, tra l’altro ben fornito, perchè il Barça è “més que un club”.

9) Tibidabo: un po’ per il parco divertimenti ultracentenaria, un po’ per la vista mozzafiato della città

10) Montjuïc: in quest’area potete sbizzarrirvi. Si va dal Poble Espanyol (ricostruzione di un paese medioevale) allo Stadio delle Olimpiadi, dal Museo della Fondazione Mirò alla Fontana magica, dai giardini botanici alla Torre delle Telecomunicazioni creata da Calatrava.

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30 Giorni di Film ~ Giorno 6: un film che ti ricorda un posto in particolare

 

Ho cercato per due giorni una risposta diversa, giusto per cercare di essere originale, ma non m’è proprio riuscito. Ancora una volta la risposta è Notthing Hill. E no, non mi ricorda Londra. Mi ricorda Montreal.

 

Durante il mio tour negli USA/Canada siamo stati a Montreal (voi come lo pronunciate? all’inglese o alla francese?) un giorno solo e il tempo era uno schifo, ha piovuto tutto il tempo. Urgeva quindi attività al chiuso e, visto che ufficialmente si trattava di viaggio studio, si è scelto di andare al cinema.

Il film prescelto era proprio Notthing Hill, ma l’unica cosa che ricordo è il sorriso di Julia Roberts all’inizio del film perchè poi, ancora una volta, il fuso orario ha vinto. Sono stata presa in giro per molto tempo con frasi del tipo “piaciuto il film, eh?!”. In verità quando poi l’ho visto, sì il film mi è piaciuto moltissimo ed è uno dei mie preferiti, ma allora come adesso Jet Leg batte Nyme 10 a 0. Magari un giorno ci farò un post su questo.

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30 Giorni di Serie TV ~ Giorno 5: la tua serie teen preferita

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Ha accompagnato la mia adolescenza, non potrebbe essere altrimenti. ♥

 

E, per la cronaca, fosse stato per me Dawson avrebbe potuto prendere fuoco dopo 2 puntate, essere inutile e piagnucoloso. ù_ù

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30 Giorni di Film ~ Giorno 5: un film che ti ricorda qualcuno

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Profumo di donna mi ricorda mia madre per molte cose. Ovviamente per il tango, di cui mia madre era una grande ballerina (peccato che nessuno in famiglia abbia ereditato questo gene). Per Al Pacino, per il quale mia madre aveva una vera venerazione. Ma soprattutto per la frase che soleva ripetere tutte le volte che rivedeva questo film: “In certi film è solo volgarità, in bocca ad Al Pacino il profumo di donna diventa poesia.

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