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Posts Tagged ‘Cose che ti cambiano la vita’

I Mondiali di Pattinaggio sono finiti e non potevano finire in modo migliore: dopo anni di sofferenze e delusioni finalmente Carolina è riuscita a strappare l’oro mondiale, giusto coronamento di una stagione straordinaria.

Ma vediamo un po’ nel dettaglio com’è andata.

Coppie

Mie previsioni

Risultati effettivi

1) Aliona Savchenko e Robin Szolkowy 1) Aliona Savchenko e Robin Szolkowy
2) Tatiana Volosozhar e Maxim Trankov 2) Tatiana Volosozhar e Maxim Trankov 
3) Qing Pang e Jian Tong           3) Narumi Takahashi e Mervin Tran 
Outsider: Kawaguchi/Smirnov  Outsider: Qing Pang e Jian Tong

Lasciatemi dire che l’oro di Savchenko/Szolkowy è assolutamente immeritato. E non tanto per gli 11 centesimi che alla fine li separano da Volosozhar/Trankov; non perchè l’errore di Tania e Maxim nello short è stato davvero incredibile, inaspettato e stupido; non perchè nel FP Volosozhar/Trankov hanno dato l’anima, il sangue e il cuore. Ma perchè, probabilmente per la prima volta nella loro carriera, Aliona e Robin si sono seduti sugli allori. Forti del punteggio dello short e di un FP geniale e bellissimo hanno pattinato veramente alla cazzo: piatti, imprecisi, fuori unisono ed in anticipo sulla musica, e non hanno neppure fatto qualcosa per mascherarlo. Spero sinceramente che alla vista del punteggio del FP un brivido gelido gli sia corso lungo la schiena e gli abbia ghiacciato lo stomaco, è il minimo che si meritano.

Plauso a Volosozhar/Trankov che pagano un prezzo altissimo per un errore banale. Non a caso nel gala di ieri hanno scelto di riproporre lo short mancato piuttosto che il programma da esibizione. Il gesto di Maxim e il messaggio, neanche troppo subliminale, sono stati chiarissimi: avete vinto la battaglia, ma non la guerra. Poco da fare, Mozorov è il Josè Mourihno del pattinaggio.

Incontenibile gioia per Narumi Takahashi e Mervin Tran che regalano al Giappone la prima medaglia mondiale in questa specialità. La piccola Natumi sul K&C era una vera furia! =D Complice un programma pulito e un’ottima qualità di pattinaggio, Narumi e Mervin tengono la terza posizione e riescono a respingere l’assalto dei cinesi Pang/Tong (finiranno quarti) anche se emozionalmente regalano meno degli avversari.

I nostri Stafania e Ondrej pagano l’ansia che gli si legge chiaramente in volto e ne inficia un po’ la prestazione, soprattutto per components e interpretazione. Andrà meglio la prossima volta, ma sono cmq gli 11mi al mondo! Una segnalazione per la piccolissima coppia cinese Sui/Han: ce ne faranno vedere della belle.

Foto ricordo, ovvero questi due non me la raccontano giusta.

 

 Danza

Mie previsioni

Risultati effettivi

1) Tessa Virtue e Scott Moire 1) Tessa Virtue e Scott Moire
2) Meryl Davis e Charlie White 2) Meryl Davis e Charlie White
3) Kaitlyn Weaver e Andrew Poje  3) Nathalie Pechalat e Fabian Bourzat
Outsider: Pechalat/Bourzat  Outsider: Kaitlyn Weaver e Andrew Poje 

Vincono i miei ragazzi che dominano sia nella SD che nella FD. Virtue/Moire riportano in vita Fred Astaire e Audrey Hepburn regalando una free dance frizzante, veloce, accattivante ma anche precisa. Ritornano a dominare sul mondo dopo la vittoria del 2010, per loro 5° podio consecutivo. Mi dispiace un po’ che abbiano cambiato il programma di esibizione perchè “I want to hold your hand” era stupenda. ♥

Seconda la coppia americana che, dopo gli ottimi successi del GP, finale compresa, sicuramente ci aveva sperato di riuscire a doppiare l’oro dell’anno scorso. Ed invece già ai 4Continents  l’aria era cambiata, con punteggi tecnici inferiori all’inizio della stagione e sequenze obbligatorie mai valutate sopra il livello 3. Se devo essere sincera i loro programmi di quest’anno non mi piacevano neanche tanto e ad ogni stagione che passa loro mi piacciono sempre meno: superato l’iniziale stupore per la velocità assurda che raggiungono sui pattini, si nota il pattinaggio a volte un po’ sporco e fuori timing.

Terzi, per la mia felicità nonostante li avessi dati fuori dal podio, i francesi. Nathalie e Fabian hanno avuto l’ingrato compito di pattinare dopo Virtue/Moire nella SD e la differenza purtroppo s’è vista. Originale e in timing come sempre il loro libero sul Faraone e la sua Mummia (adesso però basta,eh! Che son stufa di vederlo) anche se a mio avviso inferiore a quello di Weaver/Poje…non so, a me 5 punti in più nei components sono sembrati esageratamente tanti. Comunque, chapeau alla coppia francese che, sotto gli occhi di una nazione e di pezzi storici della danza francese (Anissina/Peizerat e Delobel/Schoenfelder non hanno mai lasciato l’arena, secondo me hanno anche dormito lì), ha saputo resistere alla pressione.

Quarti, felici ma secondo me un po’ penalizzati, la seconda coppia canadese: Kaitlyn Weaver e Andrew Poje. La loro FD era spettacolare ed intensa, assolutamente impossibile staccar loro gli occhi di dosso soprattutto perchè la pattinano con tale trasporto…alla fine piangevo anch’io come la Krylova =,)

Nota di merito per i nostri Anna Cappellini e Luca Lanotte: la loro “La Strada” era davvero bella, veloce, precisa, ben pattinata. Con un pannello tecnico particolarmente pignolo e non disposto a regalare sono stata davvero contenta che siano riusciti a battere il loro personale. Si sono addirittura piazzati davanti agli Shibutani e a Bobrova/Soloviev, peccato non essere riusciti a tenere dietro anche Ilinykh/Katsalapov, davanti davvero di un  soffio (0.38 punti).

Foto ricordo, ovvero ma come sono teneri.

 

 

 

 

 

 

Uomini

Mie previsioni

Risultati effettivi

1) Patrick Chan 1) Patrick Chan
2) Daisuke Takahashi 2) Daisuke Takahashi
3) Yuzuru Hanyu 3) Yuzuru Hanyu
Outsider: Jeremy Abbott  Outsider: Brian Joubert 

Il mio ragazzo è salito sul podio ♥♥♥♥♥♥♥♥ *momento fangirlesco assoluto*

Ricomponiamoci. Ho sperato fino all’ultimo che la giustizia divina fulminasse Chan sul posto e gli ricordasse che è un’essere umano sopravvalutato, ma dal vedere il suo tempo non è ancora giunto. How disappointing. Per favore, per piacere, può qualche giudice sano di mente rendersi conto che non è possibile valutare Chan 9.21 nell’interpretazione?!? Quel ragazzo è espressivo come un palo della luce e trasmette le stesse sensazioni di una scatola di cioccolatini vuoti: fastisiosa insoddisfazione. Ad ogni modo, era tutta la stagione che lo strapagavano nonostante errori e cadute, quindi qui non poteva certo essere diversamente. Fischi per lui all’uscita del punteggio: rassegnati bello, non stai simpatico a nessuno.

Secondo posto ormai prenotato dal povero Daisuke Takahashi che, qualsiasi cosa faccia, non riesce a farsi pagare. Non mi sono stracciata la vesti dall’entusiasmo questa stagione per i suoi programmi, se devo essere sincera. Era belli sì, particolari, pattinati bene, ricchi, senza tempi morti, ma non mi ha catturato il cuore, ecco. Ad ogni modo rimane una spanna sopra Chan, questo è poco ma sicuro e tutto il mondo lo sa…solo i giudici ISU vivono su Marte.

Terzo, storico, bellissimo, meritatissimo, posto per Yuzuru Hanyu che ha regalato la più bella ed emozionante esibizione della serata ♥♥♥♥♥♥♥  Mi sono innamorata di lui e del suo FP dalla prima tappa del GP e ho sperato di poterlo vedere pulito almeno una volta questa stagione. Non è stato proprio così al 100%, ma la caduta è avvenuta in una transition quindi non ha minimamente inficiato l’altissimo livello e valore tecnico del programma. Yuzuru ha lottato con le unghie e con il sangue, era tesissimo e si vedeva (alla fine è arrivato stremato), ma ci ha messo il cuore e tutto il mondo l’ha visto: nell’arena non volava una mosca, a casa credo che nessuno riuscisse a staccargli gli occhi di dosso. Se alla finale del GP mi aveva fatto tenerezza con la sua faccina da anime e l’immancabile Winnie the Pooh al K&C, sabato mi ha fatto davvero piangere. =,) Caro Yuzuru, il bronzo te lo sei davvero meritato e con il tuo talento altre soddisfazioni arriveranno, non mollare.

Foto ricordo, ovvero quello sguardo ha catturato tutti noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed infine, Donne.

Mie previsioni

Risultati effettivi

1) Carolina Kostner 1) Carolina Kostner
2) Mao Asada 2) Alena Leonova
3) Ashley Wagner 3) Akiko Suzuki
Outsider: Alena Leonova, Ashley Wagner Outsider: Ashley Wagner

Questo è stato il podio che più ho cannato nelle mie previsioni, ma ho centrato la sola medaglia che veramente importava: l’oro di Carolina Kostner. Dopo un errore davvero sciocco nel corto (un flip doppio e non triplo) che le era costato la terza posizione, Carolina non ha caduto minimamente alla pressione del libero e nonostante sia sia ritrovata a pattinare dopo la Leonova ha sfoderato un libero perfetto: 5 salti tripli, di cui uno in combinazione con 2 doppi, trottole e passi di livello 4, components stellari dove solo le transitions hanno preso meno di 8. Il suo sorriso alla fine degli elementi di salto diceva tutto.

Secondo posto per un’agguerrita Leonova che è riuscita a dimenticare il mezzo disastro degli europei. Splendido programma corto costruito proprio per esaltare le sue caratteristiche, mentre nel libero ha pagato un po’ la tensione: non ha fatto errori, ma la si vedeva più rigida e la lunga preparazione dei salti ha inficiato un po’ la presentazione complessiva del programma. 

Al terzo posto Akiko Suzuki, delusissima dal punteggio dello short, ha sfoderato un libero raffinato ed elegante, anche troppo per i miei gusti. A volte mi sembra che le giapponesi tendano a pattinare tutte nello stesso modo e a fare programmi tutti uguali… Ho decisamente preferito Ashely Wagner, sebbene ne avessi ormai le balle piene di vedere cigni neri, bella, sicura, carica, intensa. Per fortuna c’era lei a salvare l’onore di casa America! Alla fine ha pagato i punti persi nello short, ma può consolarsi con il secondo punteggio tecnico della serata, seconda solo a Carolina. Ottava la nostra Valentina Marchei che ha contribuito con la sua ottima prestazione a garantire 3 posti per l’Italia ai prossimi Mondiali e a portare la squadra al prossimo ISU World Team Trophy.

Foto ricordo, ovvero non potendo mettere me che salto e piango nel salotto di casa metto lei che è meglio.

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30 Giorni di Libri ~ Giorno 5: il libro più lungo che tu abbia mai letto.

 

 

Escludendo tomi giganteschi che riuniscono diversi libri di saghe fantasy, numeri alla mano il libro più lungo che io abbia mai letto è I Pilastri della Terra, di Ken Follet.

Nell’estate dei miei 14 anni questo libro è stato una folgorazione. Alcune cose forse non le capii bene, altre erano davvero crude e mi sono rimaste impresse, ma cielo se è un capolavoro.

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Una premessa: nella rete esistono tantissimi siti e blog dedicati al Giappone, alcuni di questi davvero curati e tenuti da persone che in Giappone ci vivono per cui fonte preziosa di informazioni. Io in Giappone non ci vivrò mai, quindi non ho intenzione di trasformare questo blog in un blog dedicato esclusivamente alla terra del Sol Levante, non avrebbe senso. Non l’ho fatto neppure con Londra, nonostante ne avessi ben donde, quindi…

 

Quello però che vorrei fare è condividere con voi la mia esperienza nell’organizzazione del mio viaggio di nozze in Giappone.

Non sono di certo la prima ad averlo fatto (organizzarmi un viaggio in Giappone, intento), basta dare un’occhiata al forum di Turisti per Caso per rendersene conto, ma almeno dalle mie parti chi si organizza un viaggio di nozze da solo è, nella migliore delle ipotesi, una persona bizzarra, più realisticamente uno da internare. Soprattutto quando si tratta di viaggi di nozze anche le persone più intraprendenti tendono a tirare i remi in barca: “voglio che sia tutto organizzato” “non voglio avere preoccupazioni” etc.

 

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Va bene, sono d’accordo, pure io vorrei arrivare sana di mente a fine giugno, ma perchè per questo dovrei rinunciare al viaggio dei miei sogni?

Per prenotarmi un aereo, 4 hotel e un biglietto del treno il tour operator ci ha chiesto 9000€. Pasti, escursioni, visite e altri extra tutti esclusi. WTF.

 

Quindi mi sono detta: ormai a prenotare un aereo non ci vuole mica una scienza. Va bene, in Giappone fuori da Tokyo non si parla un cazzo di inglese. E quindi? Questo dovrebbe spaventarmi? Forse disincentivarmi? Spingermi a prenotare 3 settimane ai Caraibi? Scusate, ma anche in Italia non si parla un cazzo di inglese, questo per fortuna mica ferma i turisti stranieri! Va bene, la cosa sarà probabilmente molto impegnativa e stressante, a girare e organizzaci tutto da soli. E allora? E’ stato stressante anche perderci a Parigi, ma anche questo ha reso la nostra vacanza indimenticabile, molto meglio che scorrazzare con gente che non conosciamo, vincolati in tempi e modi durante il nostro viaggio di nozze.

 

Ecco, avete capito come la penso. Spero che i post che scriverò prima di partire (pochi) e quelli successivi al mio ritorno spingano sempre più persone a muoversi in libertà.

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30 Giorni di Pattinaggio ~ Giorno 2: il tuo programma di coppia preferito

 

Quando si parla di coppie la prima cosa che mi viene in mente è la Russia, la grande Madre Russia. E, francamente, per la mia generazione non può essere diversamente.

Se si prendono in considerazione le sole Olimpiadi, il dominio russo è durato ben 46 anni: dal 1964 (oro di Ludmila Belousova e Oleg Protopopov a Innsbruk) al 2010 (oro di Tatiana Totmianina e Maxim Marinin a Torino). La cosa non migliora se si guardano i Mondiali: dal 1965 al 2011 i russi hanno vinto l’oro 31 volte su 47. Siete sicuri di volere la statistica degli Europei? Dal 1965 al 2012 la Russia ha vinto l’oro per 41 volte su 48. Praticamente vedere qualcuno che non sia russo vincere l’oro in una competizione nella categoria delle coppie è uno shock non solo per il popolo russo, ma anche mio!

 

Per anni la specialità di coppia è stata in assoluto la mia preferita perchè aveva tutto quello che cercavo nel pattinaggio: tecnica, velocità, spettacolità, ma anche unisono e una certa buona dose di alchimia, di complicità, di capacità di trasmettere emozioni.

Capirete quindi perchè per anni non sono certo stata la fan numero 1 delle coppie cinesi, espressive come un gatto morto… Non sono nemmeno una fan di Aliona Savchenko e Robin Szolkowy: sebbene ne rispetti profondamente la tecnica e l’innovazione, raramente riescono a trasmettermi qualcosa che non sia la fredda ammirazione.

 

Ma veniamo al sodo. Al primo posto ci sono loro, Stefania Berton e Ondrej Hotarek, 2011-2012 LP, ovvero sono di parte e chissenefrega:

Eh sì, forse sono di parte perchè sono italiani e lei è pure mia concittadina; forse sono poco obiettiva perchè sono giovani e hanno ancora tanta strada davanti e molte soddisfazioni da prendersi; forse l’Adagio di Albinoni non è la musica più originale del pattinaggio, ma hanno zittito l’arena, che li ha seguiti con il fiato sospeso e con una ovation finale. Sono belli, sono bravi, sono solidi e sono intensi. Spero solo che non ci mettano 10 anni come Carolina per raggiungere la maturità.

 

Per scendere invece nello storico, ecco una carrellata, senza un particolare ordine, di programmi a mio avviso davvero meritevoli di essere ricordati dai posteri:

Ekaterina Gordeeva e Sergei Grinkov 1993-1994 FP, ovvero come entrare nella leggenda.

Un programma superbo, entrato nella storia e che li porterà a vincere il secondo oro Olimpico a Lillehammer. Ne avevano già vinto uno nell’88, che lei aveva appena 16 anni. Si erano poi ritirati, sposati ed erano diventati genitori. Nel 92 il ritorno alle competizioni, un ritorno che li vede più maturi ed intensi sul ghiaccio. Ai miei occhi di bambina erano due Dei Nordici, belli ed aggraziati, inarrivabili…ma non tutte le favole hanno un lieto fine…

Maria Mukhortova e Maxim Trankov 2009-2010 SP, ovvero la rivincita dell’uomo.

Questa coppia mi aveva sempre incuriosita, ma non trovavano mai il dritto nei loro programmi, c’era sempre qualcosa che non funzionava: lei. E finalmente l’anno dopo se ne è reso conto anche lui e ha cambiato partner, aprendosi la strada per il successo (titolo europeo quest’anno). Ad ogni modo ricordo con affetto questo programma, il migliore tra i loro e quell’anno a mio avviso nettamente superiore ai clown di Savchenko/Szolkowy…

Jamie Salé e David Pelletier 2001-2002 LP, ovvero il programma dello scandalo.

Love Story è una delle musiche più abusate nei programmi di coppia e con il senno di poi forse questo programma non presenta nemmeno chissà che particolarità o innovaziona, ma quando lo vidi alle Olimpiadi ne rimasi ammaliata: loro erano così leggeri ed intensi…non si riusciva a staccargli gli occhi di dosso! Peccato per l’affair che ne è scaturito…sarei stata curiosa di capire se sarebbe stato comunque ricordato oppure no…

Aliona Savchenko e Robin Szolkowy 2009-2010 LP, ovvero non ci piace vincere facile.

Lo so, ho detto che non mi stanno simpatici ed in genere non mi emozionano. Questo programma è infatti l’eccezione che conferma la regola. Introdotto in corso di stagione dal loro allenatore dopo i riscontri poco positivi del precedente programma libero, questo programma è stato creato per vincere alle Olimpiadi di Vancouver, lo si vede in ogni passaggio. Eppure sembra che Savchenko/Szolkowy se non possono interpretare clown o alieni non siano contenti. Questo programma non l’hanno mai sentito loro, c’è sempre stata qualche sporcatura, qualche errore di troppo, lungo tutta la stagione. Eppure è un programma così bello…

Ed infine: Xue Shen e Hongbo Zhao 2009-2010 LP, ovvero non è mai troppo tardi per aspettare il cadavere del mio nemico sulla riva del fiume.

Anche qui siamo nel campo dell’eccezione che conferma la regola: in genere non nutro nessuna passione per le coppie cinesi, ma tutto si può dire a parte che Shen e Zhao non abbiano fatto la storia. Quattro Olimpiadi, una carriera lunga quasi vent’anni, un oro olimpico inseguito caparbiamente ed ottenuto a 32 anni lei, 37 lui. Prima coppia cinese a vincere qualsiasi cosa e coloro che hanno messo fine al dominio russo in termini di medaglie olimpiche. Tutt’ora detengono il record ISU per il più alto punteggio mai attribuito nello Short Program. Pensate ancora che siano loro quelli seduti sulla riva del fiume ad aspettare il cadavere del nemico che passa? Bè vi sbagliate…Quello seduto che gongola è il loro allenatore: Yao Bin. Con la sua partner furono la prima coppia cinese a partecipare ai Mondiali, ma il loro pattinaggio, appreso solo grazie a delle fotografie di pattinatori occidentali, era talmente inferiore ed approssimativo da suscitare l’ilarità generalizzata dell’arena di Dortmund. Era il 1980, ma la cosa si ripetè anche nel 1981, 82, 84. Quindi Bin si ritirò giurando che sarebbe diventato allenatore e avrebbe portato le sue coppie là dove lui non era potuto arrivare. Nel 2004, nella stessa Dortmund che lo derise, le sue coppie arrivarono seconde, terze e quinte; alle Olimpiadi del 2010 prime, seconde e quinte. E, francamente, lo meritavano.

p.s. So di avere un po’ divagato, ma, come avevo già scritto, mi piacerebbe cogliere l’occasione di questi 30 Giorni di Pattinaggio per approfondire un po’ in modo da poter coinvolgere anche i non addetti ai lavori.

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30 Giorni di Pattinaggio ~ Giorno 1: il tuo primo contatto con il pattinaggio artistico

Mia madre mi ha insegnato a pattinare sul ghiaccio che avevo 3 anni:1-2-3-scivola-1-2-3-scivola…

 

Quello è stato il mio primo approccio fisico che ha segnato settimane bianche intere passate sulla pista a gironzolare, snobbando slittini e (soprattutto) scii.

 

Il mio primo approccio alle gare lo devo sempre a mia madre.

Allora il pattinaggio veniva trasmesso pochissimo in televisione, principalmente si vedevano gli Europei trasmessi dall’allora TMC. Stiamo parlando di quella che ormai è considerata la preistoria dei pattinaggio con gli obbligatori in tutte le discipline (!!!).

 

Erano gli anni di Katarina Witt (la sua Carmen si guardava in religioso silenzio), di Torvill/Dean (mia mamma mi raccontava del loro Bolero prima di dormire), di Boitano (e il suo Tano-Lutz), di Gordejeva/Grinkov (e della loro storia d’amore che ha commosso il mondo), di Midori Ito (prima donna a fare un 3A), di pattinatori che ora sono allenatori affermati (Brian Orser, Oleg Vasiliev, Alexander Zhulin, Ingo Steuer).

 

Il mio primo contatto con il pattinaggio è avvenuto molto tempo fa e ha segnato un amore che dura da allora. ♥

 

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30 Giorni di Manga ~ Giorno 1: il tuo primissimo manga

Il mio incontro con i manga è avvenuto tardi, molto tardi, e galeotto ne fù Il giocattolo dei bambini (Kodomo no Omocha) di Miho Obana

 

Era il lontano 2000 e avevo 17 anni la prima volta che vidi l’anime e me ne innamorai. Segnò il mio ritorno alla tv, dopo un lungo periodo di cui avevo invece smesso di guardare gli anime trasmessi perchè, se paragonati a quelli della mia infanzia, li trovavo stupidi e banali.

Fu solo 2 anni più tardi però che, in una piccola e sfigatissima edicola di provincia, addocchiai il primo volume del manga. Mi ero fermata per sbaglio, prima di andare in piscina, ed iniziai ad esagitarmi come una matta: cos’èèiilprimovolumequantocostadovelotrovonesonouscitialtri. Domande a raffica per un mondo che allora mi era completamente sconosciuto.

 

10 anni e 2000 volumi di manga dopo posso dire che ancora considero Kodocha uno dei miglior manga che io abbia mai letto, il suo Kodansha Manga Award se l’è meritato tutto. A volte mi domando: se il primo manga che io abbia mai letto non fosse stato così bello, sarei diventata un’appassionata? Probabilmente no.  Ed è anche per questo che a tutti quelli che conservano il ricordo di Rossana (l’anime) posso dire: lasciate perdere l’anime stracensurato di Mediaset e recuperate il manga, ne varrà davvero la pena.

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30 Giorni di Libri ~ Giorno 1: Il tuo libro preferito

Si parte ovviamente dalla cosa più banale e difficile: il libro preferito. No dico, ma per uno che legge da una vita ci si può limitare ad un solo titolo? Polemica sin dal primo post a parte, la mia difficile scelta è caduta su Il Cavaliere d’Inverno, di Paullina Simons.

 

Ricordo che la prima volta che lo vidi in libreria fui subito attratta dalla trama, ma la fascetta che lo paragonava a Guerra e Pace puzzava a bomba di fregatura. Lo feci vedere a mia madre e alla fine lo comprammo. Lo lessero tutte le donne della famiglia, ma probabilmente io ne fuoi la più sconvolta.

Mi piacque moltissimo, piansi tutte le mie lacrime, odiai a morte certi personaggi, lessi intere pagine senza respirare dall’angoscia. Sognai il mio personale Alexander più volte e mi posi parecchie domande sui diversi tipi di amore e sulle loro diverse intensità. Io che non rileggo mai nulla riprovai  a leggere questo libro più volte, ma rimasi sconvolta da quanto le emozioni mi riprendessero forti sebbene ormai ne conoscessi il finale. Assolutamente nel mio cuore. ♥

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