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Posts Tagged ‘A volte sì, a volte no’

30 Giorni di Libri ~ Giorno 3:  il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto.

Non ho personaggi preferiti, ma se dovessi nominare quello a cui sono più affezionata direi Dirk Pitt. Nato dalla penna di Clive Cussler, Dirk è descritto come un uomo alto, affascinante, dai capelli neri e gli occhi verdi. Più somigliante insomma al tizio di cui ho messo qui la foto che non a Matthew McConaughey, in quell’abominio che è l’adattamento cinematrografico di Sahara.

Con le sue avventure mix di scienza, archeologia e fantapolitica, Dirk Pitt mi ha tenuto compagnia per numerose notti durante la mia adolescenza. Sebbene venga definito come un’incrocio tra James Bond e Indiana Jones, Dirk non è il classico eroe senza macchia e senza paura, come dimostra in Iceberg, Sahara e, soprattutto, nell’indimenticata scena finale di Onda d’urto.

Avevo iniziato a storcere il naso già quando Cussler, come altri autori arrivati alla frutta, ha deciso di fare da prestanome per libri scritti da altri. Ho definitivamente smesso di leggere le sue avventure quando qualcuno ha avuto la brillante idea di far invecchiare Dirk di 10 anni in un sol libro, con tanto di figli gemelli scemi al seguito e acciacchi da vecchio. Ma io dico: chi mai vuole leggere il tramonto di un eroe?!? Ian Fleming si è forse sognato di far invecchiare Bond?? No, e un motivo ci sarà.

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30 Giorni di Colonne Sonore ~ Giorno 2: la colonna sonora che ti piace meno.

 

Premetto che non c’è nessuna colonna sonora in particolare che mi disgusti a tal punto da farmi venire la gastite alla prima nota. Esistono però due particolari categorie che talvolta riescono ad irritarmi non poco:

1) le colonne sonore basate sulla Hit del momento, per la serie ci piace vincere facile e non avere onore. Per me rientra sempre nella categoria “troppo facile/boni tuti”. Questo non vuol dire che la canzone o colonna sonora nel suo insieme sia brutta, anzi alcune compilation sono orgogliosamente nel mio iPod, ma semplicemente mi sembra che venga sminuito il concetto di colonna sonora come upgrade moderno della musica classica. Un’occasione buttata al vento, ecco.

2) le colonne sonore decisamente sopravvalutate. Tra queste La Tigre e il Dragone, Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re, Brokeback Mountain, Slumdog Millionaire, The Social Network, solo per citarne alcune che hanno vinto (talvolta scandalosamente) l’Oscar nell’ultimo decennio.

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30 Giorni di Serie TV ~ Giorno 2: una serie che aspetti con ansia.

Ok, ad essere sincera sincera dire che aspetto una qualsiasi serie con ansia è un po’ troppo. Nel mondo di internet il tempo si è azzerato e posso seguire la programmazione americana per la prima parte dell’anno e a ruota quella nella mia lingua nella seconda parte. E così per un ciclo infinito. I tempi morti di ansia da “oddiochecosasuccederànonpossoresistere” sono ormai veramente limitati.

 

Ad ogni modo, escludendo dalla corsa Grey’s Anatomy, l’unica serie che attualmente aspetto con un certo senso si urgenza e soddisfazione, magari frugando pure qui e lì alla ricerca di spoiler, è Fringe. Non che io nutra particolare simpatia per JJ Abrams, però l’idea di Fringe era (sì era) innovativa e particolare, i protagonisti sufficientemente diversi da poter essere un buon mix. Arrivata alla terza serie già la cosa inizia a zoppicare, ma il caro Peter mantiene comunque vivo il mio interesse.

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30 Giorni di Film  ~ Giorno 2: un film che odi.

Non odio un film in particolare, ma un’intera categoria: i parody movie.

 

Li ho sempre trovati film idioti e volgari, uno spreco di soldi e di pellicola. Senza contare poi che è troppo comodo fare i soldi facendo parodie di film di altri….neanche la fatica di pensare un film comico a partire da zero.

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Ci sono semplicemente settimane che nascono male e che devono essere in qualche modo sanate.

 

Non si sa perchè, a volte non è niente di particolare, è solo una sensazione: ti alzi e sai che, per quanto ti impegnerai a dimenticare quella sensazione, quella sarà comunque una pessima settimana.

 

Ecco perchè oggi diamo il benvenuto a:

Pino. Non è un pino marittimo come speravo nella mia wish list, ma un Pinus Pentaphylla. Spero, piccolo caro, che tu possa mantenere il nome Pino, senza doverti guardagnare un nome sul campo di battaglia come Leonida (il mio bonsai d’acero).

 

E un applauso anche per:

Tessa & Scott: Our Journey from Childhood Dream to Gold. Li adoro, li adoro, li adoro! ♥ ♥ ♥ Ma ne parleremo diffusamente in 30 Giorni di Pattinaggio. A presto una review a lettura terminata; intanto posso dirvi che anche questa edizione paperback è davvero bella, carta spessa e lucida, buona rilegatura, le foto sono bellissime e in ottimo equilibrio con il testo…invoglia davvero alla lettura! Se siete appassionati di questa coppia questo libro non può mancare, e grazie ad Amazon l’acquisto non è impossibile.

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Quando si è piccoli è tutto un proliferare di “quando sarai grande”. In genere è una fregatura perchè la frase viene usata per vietarti di fare qualcosa o per sviarti (dal dizionario genitore-italiano si legge “adesso? col tubo!”)

Poi, all’improvviso, la fregatura doppia. La frase cambia e diventa “adesso sei grande”, tre parole che nascondono un mondo di sottointesi che vanno dal “non puoi più fare questo perchè cresciuto” al “il mondo si aspetta che adesso tu faccia questo perchè sei cresciuto”.

Quello che non ti dicono mai è quando esattamente scatta questo passaggio, qual è quel momento della vita in cui superi la linea di demarcazione tra i due universi.

C’è chi dice che sia l’esame di maturità, chi dice che sia l’ingresso all’università, chi sostiene che sia il momento in cui vai a vivere fuori di casa.

Ecco, dopo aver fatto tutte e 3 le cose citate sopra vi posso dire che sono diventata veramente grande solo quando ho firmato l’atto di acquisto della casa. Non mi ha cambiato la vita l’esame di maturità, nè l’ingresso all’università. Andare a vivere fuori di casa è stato più un sollievo che non un cambiamento epocale. Comprare casa invece mi ha sbattuta contro cavilli legali, assicurazioni, banche, notai, prestiti, carte su carte….E quando il notaio ha siglato l’atto mi sono sentita grande.

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Seriously, quest’estate ha qualcosa di folle.

E non sto parlando solo del clima (un mese a dormire con la coperta e gli ultimi 10 giorni passati ad adorare il Dio Climatizzatore), c’è anche tutto un bel contorno.

Vista la situazione economica internazionale, ben lungi da me il lamentarmi per il troppo lavoro, ma tant’è, è comunque davvero troppo. Contrariamente al resto d’Italia abbiamo sempre lavorato molto ad agosto, ma quest’anno si sono raggiunti picchi di frenesia davvero mai visti o.o

Aggiungiamoci pure che passo le mie giornate in ansia e attaccata al telefono per la casa: mutuo, notaio, clausole, assicurazioni…mi mancava pure la posta che è un mese ormai che non mi arriva a casa, e avete un quadro ben preciso del mio livello di esaurimento nervoso!

Voglio urlare fino a quando non mi esploderanno i polmoni (Marge docet) magari con la testa dentro la lavatrice (Mazza style). Anche questo alla fine è sintomo di follia.

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