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Archive for the ‘Parla a giro libero’ Category

Forse 4 giorni dal matrimonio non è un buon momento per riesumare il blog, ma d’altro canto il post certificazione al lavoro non è stato leggero come speravo e il tempo si è ridotto sempre più all’osso.

 

Il tempo metereologico poi è stato uno schifo fino all’altro giorno: era giugno e sembrava marzo, una depressione mica da ridere. La pioggia inoltre ha spazzato via la fioritura dei tigli di quest’anno che, per questo motivo, è stata anche più breve e meno profumata del solito ç_ç Ora è esploso il caldo afoso che vela il cielo che in questo modo sembra grigio =_= Non ci è stata concessa nemmeno una di quelle giornate tipiche di fine maggio, tutte vento e cielo azzurro, un vero spreco.

 

Il tempo è trascorso tra la fine della pianificazione del viaggio, prova di stampa dei libretti, terza prova del vestito, prove trucco, prova acconciatura, mille appuntamenti dall’estetista (senza esito per giunta, o almeno così sembra a me), decidi i fiori, ritira la valuta, prova menù (che ha rischiato di ucciderci, troppe cose in troppo poco tempo), addio al nubilato (splendido), addio al celibato (una mmmerda, almeno per me che ho pulito vomito per 12 ore), scegli la torta, decidi le decorazioni dei tavoli, prepara 80 origami, imposta il tableau….per il 99% del tempo sola. Il prossimo che dice che non è giusto che al matrimonio tutte le attenzioni siano concentrate sulla sposa lo investo: con il mazzo che la sposa si fa mi pare il minimo.

 

La preoccupazione della settimana sono le valigie: in Giappone ci sposteremo molto e dobbiamo viaggiare il più leggeri possibile. D’altro canto a Londra poi ci sarà un clima diversissimo e dobbiamo quindi vestirci a strati. Sarà un’impresa farci stare tutto…Ma una cosa per volta, intanto oggi ho finito i libretti, tutti rigorosamente fatti a manina da me e autografati. Prossimamente su questi schermi…

 

 

 

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Come promesso, vorrei parlarvi un po’ dell’organizzazione del mio viaggio di nozze in Giappone. Niente di particolarmente nuovo o originale, ma spero possa essere di aiuto nel fare un po’ di ordine nel marasma di informazioni che si possono recuperare in rete e che, a volte, creano solo confusione.

Quindi, ecco le prime cose che potete fare da casa:

1) Ovviamente organizzarvi per il passaporto. E’ necessario un passaporto che abbia almeno 6 mesi di validità residua. Nel caso doveste farlo nuovo nel sito della Polizia di Stato ci sono tutte le indicazioni e nel sito passaportonline è possibile prendere l’appuntamento per la Questura. Mi raccomando, servono 2 fototessere uguali, recenti e con altre caratteristiche (es. niente occhiali, orecchie scoperte), il bollettino della posta e la marca da bollo telematica. Spesa: 166€ per due passaporti nuovi di zecca.

2) Prenotare il volo. Dall’Italia ci sono numerose compagnie aeree che portano in Giappone, ma a meno che non abitiate a Roma e non voliate Alitalia, vi tocca sempre uno scalo intermedio. Le compagnie aeree che ho valutato io con partenza da Venezia sono state Alitalia (troppo costosa per il mio periodo, ma occhio alle promozioni), KLM (scalo a Parigi o Amsterdam), Swiss Air (ottimi prezzi, scalo a Zurigo), Turkish Airlines (prezzi buoni, scalo a Istanbul), British Airways (scalo a Londra, un unico volo a giorno per Tokyo, ma vuoi mettere lo scalo nella City?). Ovviamente siate preparati con una carta di credito che abbia un massimale decente (almeno 2000€). Spesa: 1843,56€ per due biglietti e un viaggio molto complesso che prevede Bologna-Londra-Tokyo in date tutte diverse.

3) Stipulare l’assicurazione. Se si tratta di viaggiare in Europa non ho mai stipulato un’assicurazione in vita mia, ma considerato i km che ci separano dal Giappone e il particolare sistema sanitario (simile a quello Statunitense per cui paghi anche una semplice flebo fatta al pronto soccorso) ho pensato che fosse meglio farla. Spero vivamente di non averne di bisogno e quindi di non poter mai dare pareri per esperienza diretta, ma ad ogni modo non mi sono risparmiata. Dopo attente valutazioni ho scelto Columbus per due motivi: il centralino italiano (che se sei in pieno panico non guasta) e il fatto che anticipano loro le spese mediche (al contario la maggior parte delle assicurazioni rimborsa, ma di primo acchito li devi tirare fuori tu). Spesa: 143€ per assicurazione Premium tutto compreso (annullamento, spese mediche, assistenza legale, etc).

4) Acquistare i Japan Rail (JR) Pass. L’acquisto dei JR conviene se il vostro viaggio è articolato e prevede più spostamenti in treno, altrimenti valutate se non conviene di più l’acquisto delle singole tratte. Sappiate che, a parte quello nazionale, ci sono anche quelli regionali per cui se il vostro viaggio è concentrato in una zona specifica prendete in considerazione questa variante. Nel sito JP potete trovare tutte le info, i prezzi e anche l’elenco delle agenzie autorizzate a venderli.

A questo proposito apriamo una parentesi: evitate le agenzie italiane. E il perchè è presto detto: il nostro JR 14gg di seconda classe costa 45100¥ l’uno che, a seconda del cambio, può voler dire 420€+/- 2€. Qualcuno quindi mi spieghi perchè le agenzie italiane lo vendono a 586€ l’uno. Dove finiscono quei 160€ in più? Il JR che ti viene inviato a casa non è altro che un voucher che va poi cambiato là, niente quindi di particolarmente trascendentale, loro semplicemente ci mettono il nome e un timbro con la data. Se servono 160€ in più per questo ho sbagliato lavoro.

Ad onor del vero vorrei spezzare una lancia a favore di Selene Viaggi che, in quanto al costo del JR, è onestissima. Chiedono però poi 35€ per la spedizione con corriere, un prezzo un po’ esagerato considerato che non si superano i 500g.

In sintesi: acquisto dei nostri 2 JR Pass con spedizione in 48h tramite FedEx da Japan Experience (sede in Francia) 845€ (418×2 + 9€ di spedizione).

5) Prenotare gli alberghi. Io qui mi sono semplicemente affidata al caso, al naso e al booking.com Essendo la nostra honeymoon non è che sono proprio stata lì a sparagnare, come si dice dalle mie parti. Per il resto ho tirato un po’ a caso. Per lo più mi sono affidata a hotel di stampo occidentale, a parte una piccola sosta in uno di stampo tradizionale con colazione e cena inclusi. Una piccola coccola. Spesa media per notte in due: 100-150€

6) Prenotare visite specifiche. Ho scoperto dalla guida che alcune attrazioni necessitano di prenotazioni anticipate, talvolta dall’estero proprio. Non mi sono ancora addentrata nella faccenda per cui vi saprò dire.

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La domanda di una mia amica mi ha ricordato che meta dei miei viaggi è stata anche la città di Barcellona. Non che io rischi veramente di dimenticarmi dove sono stata, ma con il tempo i ricordi tendono a sfumare e la cosa mi dispiace parecchio.

 

E’ quindi più per la mia memoria di gamberetto, che non per l’effettiva utilità, che scrivo questo post. Non sia mai che un giorno io ci ritorni e mi tocchi ri-organizzare tutto da zero. ù_ù

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Come ci arrivo: oggi sono numerose le compagnie aeree che volano verso la Spagna, anche low cost. Noi all’epoca volammo Ryanair, una delle poche ad offrirci un volo da Venezia. Oggi si può contare anche su AirOne e sulla spagnola Vueling, mentre la neonata Volotea non porta a Barcellona da Venezia nonostante la massiva pubblicità che c’è in giro. Ovviamente ampliando l’aereoporto di partenza anche l’offerta aumenta.

Rispetto al nostro viaggio ora quasi tutte le compagnie scendono all’aereoporto El Prat decisamente più vicino rispetto a Girona. Si può raggiungere il centro della città con i treni della RENFE o con gli aerobus. Per chi, come me, è abituato ai costi di trasferimento di Londra, Barcellona sembrerà il paradiso: il treno costa 3,60€, l’autobus 5,30€.

 

Come mi muovo: il servizio di trasporti pubblici di Barcellona è una delle cose che più mi aveva colpito della città. E’ un servizio capillare e puntualissimo, fatto di metro, autobus e tram. I biglietti singoli non valgono la pena, molto meglio compare il carnet di 10 biglietti (chiamato T10) o, ancora meglio, la Barcelona Card che avevamo noi. Questa ti permette di fare viaggi illimitati su tutti i mezzi di trasporto (treno dall’aereoporto compreso) e garantisce anche degli sconti per l’accesso ai monumenti.

 

Dove dormo: noi dormimmo all’Hostal Central. La camera (doppia e con tv) aveva il bagno privato e un terrazzino che dava sulla strada. Piccolina, ma decorosa e perfetta per il suo scopo, ovvero solo dormirci. La posizione è fantastica, servitissima dalla metro e a soli 2 minuti a piedi da Plaza Catalunya e dalle Ramblas. Per chi cerca un altro tipo di alloggio, di altro livello, di altro pianeta e decisamente di altro prezzo segnalo Questo e Questo: per una fuga romantica potrebbero essere perfetti, lasciandovi però la libertà di prepararvi da mangiare se volete.

 

Dove mangio: una premessa: quando viaggio (e non solo) sono di bocca buona e se c’è una cosa su cui risparmio è proprio il cibo. In generale per me mangiare è una necessità fisica e uno spreco di tempo utile. Sono quindi una fan delle tapas, dei panini, dei self-services a prezzo fisso e in genere del mangiare non proprio raffinato e piuttosto di corsa ^^” Non sperate quindi che vi consigli grandi ristoranti o cose costose e chic.

A Barcellona ci siamo nutriti principalmente da Fresc Co. In particolare è adattissimo per il pranzo: con 10€ si ha un buffet libero e si può mangiare quanto si vuole, perfetto per ricaricarsi a metà giornata! Alla sera e nei weekend il principio è lo stesso, ma il prezzo è leggermente più alto. Cosa da non sottovalutare: Fresc Co ha un buon assortimento di frutta e verdura, il che per essere una incrocio con un fast food non è niente male! Altra catena a cui ho donato un sacco di soldi è Vips, che oltre ad essere proprietaria degli omonimi ristoranti (particolarmente consigliate le loro colazioni e i loro club sandwiches, davvero abbondanti e ottimi!), possiede anche i marchi Gino’s (ristoranti un po’ più chic) e TGI Friday’s (la versione spagnola dell’Hard Rock Cafè). Infine Bocatta, fast food tutto spagnolo specializzato soprattutto in bocadillos ovvero panini. Dai che non vi è neanche andata male!

 

Cosa vado a vedere: sistemati i bisogni primati può iniziare la visita vera e propria! Ecco le dieci cose da non perdere secondo la Zia Nyme.

1) Barcellona è una città solare e bellissima, piacevole anche semplicemente nel passeggiare qua e là, ma è soprattutto la città di Antoni Gaudì e dell’Art Nouveau ♥

Sono quindi obbligatorie le visita alla Sagrada Familia e al Parco Guell. In città ci sono poi Palazzo Guell, Casa Milà, Batllò e Vicens. Il lato negativo è che il tutto costa parecchio: 13€ per la Sagrada Familia (diventano 17€ con l’audioguida), 10€ per Palazzo Guell, 18.50€ per casa Batllò…

Se avete la possibilità allontanatevi di Barcellona e visitate anche la Colonia Guell: il posto è ormai abbandonato, ma mantiene il suo fascino.

2) la passeggiata su e giù per la Rambla che è una scoperta infinita: plaza Catalunya con El Corte Inglé da un lato, la statua di Colombo dall’altro (ci si può salire per 2,50€), non dimenticando il nuovo tratto marino costruito per le olimpiadi dove ci sono anche il centro commerciale Mare Magnum e l’acquario. Nel mezzo: il Museo delle Cere (un po’ una boiata, ma se non altro costa meno del più famoso Madame T), la Fontana Canaletes corrispondente spagnola della Fontana di Trevi, il museo Picasso, Casa Cuadros con il drago e gli ombrelli, il teatro Liceu, Plaza Reial e la bellissima Bouqueria, uno dei miei posti preferiti in assoluto per cui…

3) la Bouqueria: già il fatto che questo mercato sia sotto una tipica struttura in ferro sarebbe stato sufficiente per farmene innamorare ma, ebbene sì, c’è di più. Animato e colorato, ma ordinato, con una disposizione delle cose in vendita da far invidia al migliore centro commerciale, altro che i nostri mercati tutti cassette di legno e roba buttata là. Occhio ai borseggiatori, ma non lasciatevi scappare le monoporzioni di macedonia o i frullati freschi come spuntino mattutino!

4) il Barrio Gotico: cuore pulsante della città vecchia, tra le sue stradine spunta la Cattedrale della città. Oltre a poter visitare la cripta con i resti di Santa Eulalia (e il sarcofago che narra la fondazione di Barcellona ad opera di Ercole, mica pizze e fichi) deliziatevi con le 13 oche guardiane del cortile: la leggenda narra che siano 13 come gli anni di Eulalia, martire bambina. La Cattedrale è però dedicata anche alla Santa Croce appena sopra l’altare: anche qui la leggenda narra che Giovanni d’Austria se la sia portata in guerra contro i Turchi a Lepanto e che il Cristo si sia mosso per evitare la palla di cannone. Ecco perchè avrebbe quella forma strana. 

Per i fan di Falcones non perdetevi anche la Cattedrale di Santa Maria del Mar. A me il libro non è piaciuto per niente, ma la cattedrale ha il suo perchè.

5) Palazzo della Musica Catalana: sì, mi piace il modernismo. S’era capito? E comunque è patrimonio dell’Unesco, quindi non sono la sola.

6) Hospital de la Santa Creu i Sant Pau: idem come sopra. La filosofia era che l’armonia estetica poteva giovare alla salute dei malati. Come dar loro torto?

7) Parc della Ciutadella: preziosissima meta per una bella giornata di sole in relax. Nel parco non manca niente: fontana di Gaudì, laghetto, Museo di Storia Naturale, Zoo…una gita all’aria aperta senza allontanarsi troppo.

8) Anche se non siete fan del calcio una visita al museo del Barcelona e al Camp Nou non farebbe male. Il Camp Nou è lo stadio più grande d’Europa ed è impressionante vedere come dalle file più alte si goda comunque di un’ottima visuale. Un punto a favore che sono meno sboroni del Real, che negli spogliatoi ha l’idromassaggio relax. Immancabile il negozio, tra l’altro ben fornito, perchè il Barça è “més que un club”.

9) Tibidabo: un po’ per il parco divertimenti ultracentenaria, un po’ per la vista mozzafiato della città

10) Montjuïc: in quest’area potete sbizzarrirvi. Si va dal Poble Espanyol (ricostruzione di un paese medioevale) allo Stadio delle Olimpiadi, dal Museo della Fondazione Mirò alla Fontana magica, dai giardini botanici alla Torre delle Telecomunicazioni creata da Calatrava.

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E così pare che per la prima volta in vita mia io abbia vinto una specie di award o, meglio, una segnalazione da parte di un’altra blogger. Non so se esserne lusingata o preoccupata. Ad ogni modo, grazie Claudia.

 

Le regole dicono di raccontare 7 cose su di sé e dare lo stesso premio a altri 15 blog. Farlo più facile per il mio primo premio no, eh?? Comunque:

  • Sono una persona che si annoia facilmente. Mantenere la mia concentrazione focalizzata sulla stessa cosa per più di due ore è una faccenda davvero difficile. Questo significa che inizio e porto avanti contemporaneamente  mille cose, la mia mente salta di palo in frasca continuamente secondo una mia logica per niente evidente al resto del mondo. Da sola sono la persona più incasinata che conosco, le mie doti di organizzatrice metodica si rivelano solo in mezzo agli altri. Ovvero: bisogna essere circondati dal caos per trovare l’ordine, ma questa regola sembra non funzionare se il caos lo creo io.
  • Sono pigra. O meglio, per la mia scarsa capacità di concentrazione (vedi punto 1) tendo ad abbandonare rapidamente i vari progetti. Si scopre così che nella mia vita ho praticato qualcosa come 9 sport diversi, ho iniziato a suonare 3 strumenti e a studiare 4 lingue. A quest’ora potrei assomigliare ad un genio, ma ovviamente non lo sono.
  • Odio i contrasti. Quando, in una discussione qualsiasi, le persone per imporre il loro punto di vista alzano il tono della voce io, in automatico, esco dalla stanza. Non è necessario che questa discussione coinvolga me in prima persona, può riguardare anche qualcun altro o essere semplicemente in tv, non importa: io non sopporto la gente che alza la voce, quindi me ne vado.
  • Sono una vera schiappa con i lavori manuali, anche se si tratta semplicemente di tagliare la frutta. Figuriamoci con qualcosa di più complesso.
  • Sono una persona molto curiosa, ma discreta. Ovvero se mi raccontate i cazzi vostri io non è che proprio mi tiro indietro e vi dico di non raccontarmeli, ma una volta che l’avete fatto me li tengo per me. Anzi, a volte tendo anche a dimenticarmeli, ma nell’immediato la mia curiosità deve essere soddisfatta. Questo ovviamente con la dovute dosi: sono curiosa, sì, ma non ho mica scritto “centro d’ascolto” in fronte.
  • Mi si spezza il cuore tutte le volte che vedo un senzatetto, o in generale una persona in difficoltà economica, soprattutto se si tratta di una persona anziana. Ecco perchè a Londra compro regolarmente The Big Issue, con la moneta di più grosso taglio che ho in tasca in modo da lasciare il più possibile. Ecco perchè ho rischiato seriamente di mettermi a piangere nel mezzo di un McDonald di fonte ad un nonnino che non riusciva neanche ad aprire la scatola del panino. Ecco perchè da piccola sognavo di poter costruire ricoveri per senzatetto e cani abbandonati. Se fossi milionaria devolverei i miei milioni alle associazioni tipo The Big Issue Foundation.
  •  Che altro dire? Bè, sono una persona molto cervellotica. Se c’è una decisione da prendere, fino a quando non sono convinta della mia scelta continuo a rimuginarci sopra. Una volta presa la decisione poi vado via come un treno, il difficile è appunto il processo di consapevolezza della decisione stessa.

Ed ora i 15 blog…io non li seguo mica 15 blog O.o Mi spiace non rispettare le regole già al primo premio che vinco, ma anche segnalare blog così a cazzo non mi pare una bella idea. Ecco quei pochi che seguo:

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Girovagando in questo mio scalcagnato blog, mi sono accorta che gran parte dei visitatori ci arrivano grazie ai miei post sulla cosmesi bioecologica (QUI e QUI).

Non posso che esserne felice, non tanto per la mia vanità di finta blogger, quanto perchè significa che sempre più persone si stanno informando e stanno cercando questa via: bravi! Riprendiamo quindi le fila del discorso.

 

Ci eravamo lasciati con una cura del viso 100% bio-eco e così è rimasta. Di fatto ho avuto la fortuna di trovarmi subito bene con i prodotti scelti. Ho effettivamente provato anche il detergente Erbalibera della Lush, ma continuo a preferirgli Angeli a fior di pelle, un po’ perchè a me l’odore di erba non piace, ma soprattutto per i deliziosi fiori di lavanda ^_^

 

Per la cura del corpo abbiamo guadagnato un 10%, attestandoci quindi a 90% bio-eco. Sono felice infatti di dirvi che il mio rapporto con la deliziosa crema emolliente della Bioeconatura è stato ristabilito! Purtroppo faccio sempre più fatica a trovarla visto che l’unico supermercato della città che la teneva l’ha tolta dagli scaffali >.< Unico neo rimane il deodorante, prima o poi mi deciderò a provare l’allume di rocca o qualcosa fatto in casa con qualche olio essenziale.

Dopo il primo utilizzo non ho più riacquistato il grattino Questione di peeling nonostante effettivamente funzionasse. Non ho ancora cercato un sostituto, ma con l’arrivo della bella stagione devo darmi da fare per uno scrub naturale, magari qualcosa fatto in casa con il miele o con il caffè. Mi scoccia andare in eroboristeria a comprare qualcosa appositamente, per cui cercherò qualche ricetta con ingredienti che ho già in casa Vi farò sapere!

 

Ed infine il doccia-shampoo… Dopo aver finito lo shampoo Tutti Frutti della Lush (con il quale comunque non mi sono trovata male) ho acquistato da un mio amico balsamo e shampoo della linea Naturalmente. Sarà che io sono particolarmente sensibile ai progetti che vedono l’utilizzo del PLA al posto della tradizionale plastica, sarà che questo mio amico parrucchiere me l’ha consigliato, ma sta di fatto che ho fatto finta di non vedere il prezzo e ho acquistato il tutto. Che dire, i due prodotti mi sono durati parecchio (circa 8 mesi, lavando i capelli ogni 2-3 giorni) quindi il costo è stato senza dubbio amortizzato, tuttavia mi aspettavo di meglio. Già al secondo giorno i capelli avevano un aspetto spento e appesantito, dopo 3 giorni dovevo per forza rilavarli. 

Per quanto riguarda il sapone abbiamo per un po’ usato il Fred della Lush, che ora hanno sostituito con il Dirty. Mio moroso si trova bene, ma a me quell’EDTA mi sta proprio sul culo. Vorrei tanto provare la linea BIO della H&M, ma nei negozi qui nei paraggi non ce n’è manco l’ombra. Insomma per disperazione a casa siamo ancora pieni di prodotti che non sono nè eco nè bio ç_ç La strada è ancora lunga, ma ce la possiamo fare.

 

Infine: la mia amica Valeria per Natale mi ha regalato un libriccino “Pulire al naturale”. Lei sì che è un vero genio (e alimenta le mie fisime!). Non appena avrò iniziato ad attuarlo vi dedicherò un post tutto suo.  

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Prima di iniziare questa parte del gioco dei 30 Giorni di…vorrei precisare una cosa: a differenza delle altre categorie dove mi sento ferrata e discretamente competente, al contrario per quanto riguarda i film non sono nè un’esperta nè una cinefila particolarmente appassionata. Nei miei 30 Giorni di Film non troverete quindi perle da Sundance Festival, ma più facilmente blockbuster. A mio discapito posso dire che guardo di tutto, quindi un qualche piccolo film sconosciuto potreste anche trovarlo.

30 Giorni di Film ~ Giorno 1: il tuo film preferito

Potrei dire tante cose di Notting Hill, tanto che potrebbe tornare almeno 7 volte all’interno di questo gioco: mi ricorda persone, luoghi, lo guardo almeno 4 volte l’anno….

Mi pareva però che la sua posizione più consona fosse questa: il mio film preferito. Ne conosco le battute a memoria, ma questo non impedisce di godermene ogni scena, di ridere di ogni situazione imbarazzante e sorridere come un’emerita imbecille alla fine del film. Ogni – singola – volta. Che cos’altro può essere un film preferito se non tutto questo?

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Mi sono sempre piaciute le liste e le cose schematiche. Praticamente io faccio liste e schemi per tutto, dalla lista della spesa allo schema delle mie password, poche cose mi danno soddisfazione come cancellare le varie voci in un elenco di cose da fare.

 

Ecco perchè anch’io sono diventata matta per un giochino che ultimamente impazza in rete: 30 giorni di…

Si tratta semplicemente di un elenco di 30 punti riguardante un certo argomento e ogni giorno di condivide un tema diverso riguardante quell’argomento (più facile a farsi che non a spiegarlo). Il capostipite fù 30 giorni di film, a cui seguì 30 giorni di libri. Ora girovagando per la rete si trova un po’ di tutto, da 30 giorni di manga a 30 giorni di Juventus, passando per 30 giorni di porno O____o

 

Al di là della mia personale passione per le liste, questo giochino mi era piaciuto sin da subito perchè mi permetteva di condividere le mie passioni in modo veloce e simpatico, senza tediose recensioni nelle quali francamente non sono molto brava. Avevo iniziato a farlo su facebook, ma poi ho abbandonato. Mi piacerebbe infatti mantenere uno storico, anche per rivedere come cambiano le cose negli anni, e con Facebook proprio non si può.

 

Ecco quindi che riverserò questi elenchi infiniti nel mio blog! Come sono diabolicamente geniale =3 Non ho ancora ben deciso come strutturare la cosa, sono molti gli argomenti che mi piacerebbe toccare, ma rischiamo di andare avanti per mesi. La mia idea sarebbe sostanzialmente toccare 6 argomenti in modo da poter fare un “30 Giorni di…” diverso al giorno e andare avanti così per…30 settimane! O_O Ce la farò? Sarò ancora qui tra 7 mesi? =D

 

Ecco gli argomenti:

30 Giorni di Libri

30 Giorni di Film

30 Giorni di Manga

30 Giorni di Serie TV

30 Giorni di Pattinaggio

30 Giorni di Colonne Sonore

Stay tuned! ^_^ 

 

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