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Archive for the ‘Cinema e tv’ Category

30 Giorni di Colonne Sonore ~ Giorno 7: la tua colonna sonora preferita di un film animato

In questa categoria ci piace vincere facile:

Hans Zimmer ♥

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La vita è come il jazz, viene meglio quando si improvvisa.

(George Gershwin)

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Era dai tempi dell’università che non seguivo in streaming un anime in contemporanea con la messa in onda in Giappone. Mi ero ripromessa di farlo per alcuni titoli (l’ultima stagione di Nodame Cantabile o Usagi Drop, giusto per citarne un paio), ma alla fine dopo il dorato periodo dell’università avevo messo una pietra sopra la visione degli anime subbati.

 

Come ultimamente mi capita, ieri sera mi sono autoimposta che no, dovevo assolutamente guardare Sakamichi no Apollon. E’ stata decisamente una delle cose migliori che io abbia fatto nelle ultime settimane.

 

Ispirato al manga josei di Yuri Kodama, Sakamichi no Apollon è una storia molto particolare. Innanzi tutto per i disegni, squisitamente seinen e lontani dall’idea imperante di josei. Quindi per l’ambientazione (il Giappone della seconda metà degli anni ’60) e il motore della  storia (la musica jazz che fa incontrare e avvicinare i protagonisti). Tutto il resto è il migliore sliece of life, fatto di incontri, amicizie dove non ti aspetti, amori, risate e musica, tanta musica.

 

La dinamica che lega i protagonisti è tale da non lasciare insoddisfatto nessun tipo di lettore: abbiamo le storie d’amore per le donzelle, una buona dose di amicizia tra uomini per far sghignazzare il sesso forte, e ammiccamenti a palate al bromance il che spiega perchè sia una delle serie più amate del momento dagli appassionati di BL. 😉

 

Per quanto riguarda l’animazione in sè sembra discreta: non sono un’esperta ma non ho notato difetti mastodontici. La regia è buona e le musica carine (sinceramente mi aspettavo di più, stiamo pur sempre parlando di gente che ha musicato Cowboy Beebop…ma può ancora crescere, siamo solo a metà).

 

Status: 11 episodi totali

Sub: sia inglesi che italiani

Perchè guardarlo: per la storia orignale e ben narrata e per Sentaro ♥

 

Sometimes, life is like jazz and goes in an unexpected direction…

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Ebbene sì, fatto 30 facciamo anche 31.

Prima che il mio spirito fangirlesco scatenato dalla lettura del libro si affievolisse, prima che la mia ferma convinzione di voler tenere distinti libro e film venisse meno, e prima che Lui ci ripensasse e mi mandasse a spasso, mi sono fiondata al cinema.

 

Iniziamo da alcuni punti fermi, necessari visto che negli ultimi giorni ho sentito bestialità varie:

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1) “No, non andiamo a vederlo perchè è troppo violento.”  A parte il mio sospiro di sollievo alla frase della signora perchè questa si portava dietro 7 bambini che non volevo assolutamente nella stessa sala con me, la frase rimane comunque una boiata. Le poche e ben dosate scene di violenza, sono attutite con cambi di scena convulsi e rumori ovattati.Poco sangue, qualche coltello, stop. Una puntata di Dragonball è più violenta.

 

2) “No, non andiamo a vederlo perchè mi pare una boiata.” Ovviamente questioni di gusto, ma detto da chi poi ha comprato un biglietto per American Pie, capisci che risulti credibile come Cicciolina vestiti da suora. Nel caso non si fosse già capito dalla mia recensione del libro rimarco il concetto: HG parte da uno degli spunti più geniali degli ultimi anni, credibile e ben congeniato.

 

3) “No, non andiamo a vederlo perchè vuoi mettere Twilight?!?” Ecco, sì dolcezza,  rimani pure fuori dalla sala così uccidi definitivamente quell’unico neurone che ti rimane e ne salviamo uno di mio, eh! Ad ogni modo, HG non è il nuovo Twilight (emmenomale): niente protagonista scema, niente vampiro sbarluccicoso, niente scenggiatura fatta col culo, niente colonna sonora da pezzenti, niente storia d’amore strappalacrime. Anzi, sotto la patina dell’azione HG pone spunti di riflessione che bisognerebbe cogliere.

 

4) “No, non andiamo a vederlo perchè vuoi mettere Harry Potter?!?”  Avessi avuto un paio di neuroni e qualche anno in meno, forse una frase del genere l’avrei detta pure io. Ma guardiamo in faccia la realtà: HG e HP prendono spunto da trame, argomenti, caratterizzazione dei personaggi completamente diversi e anche i libri stessi avevano un pubblico di destinazione separato da almeno 5 anni. Quell’aria cupa che in HP si inzia a respirare con il 4° libro, Hunger Games te la sbatte in faccia sin dalla prima pagina. Insomma il paragone lascia il tempo che trova, soprattutto cinematograficamente.

 

5) Ed infine la mia preferita “No, non andiamo a vederlo perchè sicuramente avranno rovinato il libro.” Io sono la Presidentessa ad honorem di questo partito, la frase sopracitata la ripeto almeno 4 volte l’anno, motivo per cui ci tengo a dire chiaramente che HG film è la fedelissima trasposizione di HG libro. Così fedele che per farlo più fedele potevano solo mettere Suzanne Collins a leggere sullo schermo, libro in mano. Ci sono lievi differenze, necessarie assolutamente, ma così poco lievi che non stonano, oltre al fatto che non sono buttate a caso, ma sono semplicemente anticipazioni del libro successivo.

 

Ed ecco la mia bomba: è proprio il suo essere così fedele al libro, secondo me, a limitare la pellicola cinematograficamente.

 

Rendere un libro narrato tutto in prima persona, dove la protagonista ragiona da sola ed impara di conseguenza (niente dialoghi illuminanti con altri protagonisti), è tutto meno che semplice. Potevano snaturare la cosa e infarcirla di dialoghi per renderla più simpatica ed efficace, oppure potevano rischiare il tutto per tutto e mantenere i silenzi ricchi di rotelline che girano. Così è stato fatto e, davvero, apprezzo tantissimo questa cosa, ma ho passato metà del film a mettermi nei panni di chi il libro non l’aveva letto e il risultato è stato che, vedendo tutti quei silenzi e sguardi fissi, avrei pensato che Katniss è un po’ torda.

 

Il film si segue bene, ha un buon ritmo, nessun tempo morto, dramma e flashback messi al punto giusto senza esagerare e con uno scopo,  eppure non sono riuscita a scorlarmi di dosso la sensazione fastidiosa del “ma l’avrei apprezzato davvero se non avessi letto il libro?”.

 

Viste queste premesse, Jennifer Lawrence si merita tutte le loti sperticate che ho letto: riuscire a trasmettere qualcosa, emozionare, far capire il tuo personaggio, creare empatia, quando hai meno battute di Dumbo non è mica cosa da poco. Imponente Donald Sutherland che con qualche fotogramma mi ha infuso il sacro terrore del Presidente Snow. Geniale Stanley Tucci, il suo Caesar Flickerman è proprio come l’avevo immaginato nel libro. Una gioia per gli occhi, ma completamente anonimo Liam Hemsworth, un Gale da guardare, ma facile da dimenticare e a volte poco credibile. Una vera sofferenza Josh Hutcherson, che fa sembrare Peeta più scemo di quanto non sia (cosa dite? Tutti miei pregiudizi perchè lo trovo un cesso? Nego assolutamente). Una sorpresa Woody Harrelson, un Haymitch che non mi aspettavo, ma ugualmente efficace.

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Va bene, ma alla fine ‘sto film t’è piaciuto o no?

 

Ecco… ni. E’ sicuramente un bel film e ha molti pregi e punti di forza che spero di essere riuscita a mettere in chiaro in tutto il blablabla qui sopra, ma non mi ha emozionata come speravo. Mentre ho amato il libro incondizionatamente, il film lo apprezzo con la testa, ma non con il cuore.

 

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30 Giorni di Serie TV ~ Giorno 7: la tue serie d’azione preferita

Certo che questa divisione in generi è fatta proprio con i piedi….Non so bene cosa intendano con serie d’azione visto che ormai c’è un po’ di azione in ogni serie e i generi si mescolano molto, ma probabilmente intendevano qualcosa stile poliziesco o alla Alias (a proposito di Alias, mi manca, devo decisamente recuperalo, voi cosa dite?). Io, un po’ a naso, ho scelto The Pretender, meglio noto come Jarod il Camaleonte.

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Solita serie bistrattata dalla messa in onda italiana, ma che a me piaceva parecchio perchè mescolava in modo ponderato sci-fi, azione e romance. Inoltre ha tenuto botta per 4 stagioni in modo decente, senza cadute di stile o di ritmo, mica pizza e fichi.

 

Outsider della categoria segnalo Prison Break. Ho visto solo la prima stagione, che mi è piaciucchiata, ma con la seconda mi sono arenata a metà. Mi dispiace mollarlo perchè l’idea era interessante e il ritmo non male, ma certi loop nella trama mi hanno un po’ svaccata ecco…Spero mi torni la voglia di finirlo!

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30 Giorni di Film ~ Giorno 7: un film che ti ricorda il tuo passato

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Piccole Donne, in una versione qualsiasi: che sia quella del ’33 (qui sopra), quella del ’49 con Elizabeth Taylor o quella del ’94 con Winona Ryder, non fa differenza.

 

Piccole Donne fa divano, coperta e tè caldo. Piccole Donne fa Natale e abbracci. Piccole Donne fa chiacchiere tra mamma e sorelle. Piccole donne è il film con cui tutte le donne dovrebbero crescere.

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30 Giorni di Serie Tv ~ Giorno 6: la tua serie “sci-fi” preferita

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Qui pare che la risposta dabba essere obbligatoriamente Lost perchè “ha cambiato la tv e il modo di guardare la televisione”. Probabilmente è vero, ma lasciatemi dire che l’ha cambiata in peggio, perchè l’unico effetto Lost lo ha avuto sui produttori: ora una serie per vivere almeno un paio di stagioni deve avere degli ascolti come quelli che furono di Lost, altrimenti è bollata come “mezzo fallimento”. Sono anni quindi che si sfornano serie più o meno fotocopia usando quelle che all’epoca di Lost erano novità e genialate, mentre ora sono cose che sanno di già visto e noiose. Sarebbe tempo di smetterla di cercare un Lost-erede e di iniziare a cercare qualcosa di nuovo e, soprattutto, diverso.

 

A parte questo, comunque, la mia risposta non può essere Lost perchè all’inzio della terza serie mi sono inceppata, non ne potevo veramente più! Avessi avuto una mannaia avrei completato quello che il disastro aereo non era riuscito a fare.

 

Vorrei poi poter scrivere Heroes (le prima serie mi era piaciuta moltissimo, la seconda così così, ma da lì in poi il vuoto) o Flashforward (una bella idea sviluppata però malino e cassata sul nascere), ma il cuore mi dice che sarebbero risposte forzate. Escludo dalla lista anche Fringe: nonostante rimanga uno dei miei telefilm preferiti del momento si fa sempre più debole, stagione dopo stagione.

 

Ecco quindi che ripesco dal cilindro X-Files: nonostante i suoi limiti (rivederlo adesso puzza pesantemente di anni ’90) rimane una delle serie più geniali e godibili degli ultimi 20 anni, con due personaggi che sono rimasti nell’immaginario collettivo e uno schema di relazioni che verrà ripreso in altre serie più avanti. Alcuni episodi sono francamente osceni, ma non bastano a sminuire gli altri, che sono così brillanti da essere quasi imbarazzanti. La verità è là fuori, anche dopo 20 anni.

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30 Giorni di Colonne Sonore ~ Giorno 6: la tua colonna sonora preferita di un film horror

 

Non mi piacciono gli horror, mi fanno paura e allo stesso tempo li trovo pieni di stereotipi stupidi, per cui, se posso, li evito come la peste. Capita però che a Lui gli horror piacciono tantissimo quindi ogni tanto, facendo finta di non vederli, mi tocca sciropparmeli comunque.

 

Fortunatamente ogni tanto qualche film riesce ad emergenere da quel marasma di musichette tutte zin-zin-zin-zin-ah-ah-ah. Siccome sono poche, segnaliamole!

Ah James Newton Howard!

Questo film mi fa proprio paura ç_ç ma che bel giro di piano! *-*

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