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Archive for the ‘casa’ Category

Ci sono semplicemente settimane che nascono male e che devono essere in qualche modo sanate.

 

Non si sa perchè, a volte non è niente di particolare, è solo una sensazione: ti alzi e sai che, per quanto ti impegnerai a dimenticare quella sensazione, quella sarà comunque una pessima settimana.

 

Ecco perchè oggi diamo il benvenuto a:

Pino. Non è un pino marittimo come speravo nella mia wish list, ma un Pinus Pentaphylla. Spero, piccolo caro, che tu possa mantenere il nome Pino, senza doverti guardagnare un nome sul campo di battaglia come Leonida (il mio bonsai d’acero).

 

E un applauso anche per:

Tessa & Scott: Our Journey from Childhood Dream to Gold. Li adoro, li adoro, li adoro! ♥ ♥ ♥ Ma ne parleremo diffusamente in 30 Giorni di Pattinaggio. A presto una review a lettura terminata; intanto posso dirvi che anche questa edizione paperback è davvero bella, carta spessa e lucida, buona rilegatura, le foto sono bellissime e in ottimo equilibrio con il testo…invoglia davvero alla lettura! Se siete appassionati di questa coppia questo libro non può mancare, e grazie ad Amazon l’acquisto non è impossibile.

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La saggezza popolare veneta dice che “el soe magna ‘e ore”  ovvero che il tempo non è mai abbastanza, per cui bisogna muoversi. Un simpatico gruppo di ragazzi ha chiamato anche il loro gruppo musicale così, salvo poi contrarlo in un più semplice The Sun (thesun.it)…

 

Sfortunatamente non sono mai riuscita a far coincidere questo detto popolare, con la saggia pratica del ritagliarsi spazi per se stessi e per le proprie passioni.

 

Ecco quindi che dal mio ultimo post sono strascorsi mesi interi, mesi dove non ho letto un libro, non ho visto un film, ho accumulato volumi manga senza leggerli, non ho affrontato i tanti nuovi telefilm che mi aspettano fiduciosi nell’HD….Insomma mesi dove, sebbene non sia stato così!, mi sembra di non aver fatto un cazzo.

 

In questo i Giapponesi hanno proprio ragione: essere occupati (忙) significa perdere il proprio cuore ( 心を亡くす).

 

Non tutto il tempo però è stato buttato! Da questi mesi abbiamo imparato che:

– con i mobilifici non ci sappiamo proprio fare, e abbiamo di sicuro scelto il più cazzaro del triveneto;

– se un uomo monta un mobile Ikea e avanza viti “erano in più”, se lo monta una donna e avanzano viti “ecco, ci crollerà in testa!”;

– fare un trasloco con le ceste pieghevoli al posto dei cartoni abbassa sicuramente il nostro impatto ambientale, ma distrugge la mia schiena;

– abbiamo preso un divano davvero super comodo! ♥

– per la legge di Murphy, se devi spostare la lavatrice da una casa all’altra questa sicuramente si romperà;

– 6 librerie Billy non bastano, c.v.d. U_U

–  mai svelare le proprie perplessità sul viaggio di nozze, la maggior parte della gente inzierà a torturati con proposte di viaggio di dove vorrebbero andare loro (a soreta);

– gli enti pubblici sono totalmente irragionevoli;                                                  ed infine

– che è necessario dedicare un po’ di tempo a quello che ci piace, per spezzare i ritmi delle giornate tutte uguali. Come da immagine che ho messo, non ricordo quand’è stata l’ultima volta che ho fatto qualcosa per la prima volta. Occorre rimediare e riprendere in mano il blog mi pare un buon inizio.

 

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Quando si è piccoli è tutto un proliferare di “quando sarai grande”. In genere è una fregatura perchè la frase viene usata per vietarti di fare qualcosa o per sviarti (dal dizionario genitore-italiano si legge “adesso? col tubo!”)

Poi, all’improvviso, la fregatura doppia. La frase cambia e diventa “adesso sei grande”, tre parole che nascondono un mondo di sottointesi che vanno dal “non puoi più fare questo perchè cresciuto” al “il mondo si aspetta che adesso tu faccia questo perchè sei cresciuto”.

Quello che non ti dicono mai è quando esattamente scatta questo passaggio, qual è quel momento della vita in cui superi la linea di demarcazione tra i due universi.

C’è chi dice che sia l’esame di maturità, chi dice che sia l’ingresso all’università, chi sostiene che sia il momento in cui vai a vivere fuori di casa.

Ecco, dopo aver fatto tutte e 3 le cose citate sopra vi posso dire che sono diventata veramente grande solo quando ho firmato l’atto di acquisto della casa. Non mi ha cambiato la vita l’esame di maturità, nè l’ingresso all’università. Andare a vivere fuori di casa è stato più un sollievo che non un cambiamento epocale. Comprare casa invece mi ha sbattuta contro cavilli legali, assicurazioni, banche, notai, prestiti, carte su carte….E quando il notaio ha siglato l’atto mi sono sentita grande.

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